10 Febbraio 2010

La danza dei tre pazzi

La danza dei tre pazzi

Tre pazzi in una camera movevano pazzie
cantavano vaneggi e coltri d’idiozie,
finchè il Normale, fiero, entrò alla loro stanza:
sedendosi s’un trono osservò la loro danza.

<<Tre pazzi che passeggiano in ignobile follia,
è questo pover’uomini, ciò, che alla vista mia
appare come immagine, che triste ma reale,
offende le abitudini di me che son normale.
Abbiate affidamento con massima costanza,
che un giorno spegnerete la vostra folle danza,
ma intanto rallentate psicotiche movenze,
e state taciturni a tacer la vostra mente>>.

I pazzi in quella stanza sospesero la danza
donando al pover’uomo una saggia tolleranza:
<<Sei caro, amico nostro, ma sai ciò che vediamo?
Te immobile e scorbutico a guardar noi che danziamo.
Appari come immagine che, triste ma reale,
offende le abitudini di noi che siam normali.
Se sposterai il tuo sguardo vedrai che neanche un’onda
ribatte i tuoi pensieri toccando la tua sponda>>.

Il sole spense i fari cedendoli alla Luna
per non lasciar la terra, di luccichio, digiuna.
E mentre i tre si alzarono a continuar quel volo
l’omuncolo normale si ritrovò da solo.

Tre pazzi in una camera movevano pazzie
cantavano vaneggi e coltri d’ idiozie,
fin quando un quarto pazzo che prima era seduto
ballò porgendo scuse per l’essersi perduto.

Alessandro Cascio

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