"Nel futuro, tutti avranno 15 minuti di popolarità."
Andy Warhol
Vivevo e studiavo a Roma. Era il 2005, quasi il 2006 e io avevo lavorato tanto per riuscire a essere "capace". Ho sempre creduto che alla base del successo, della gloria, della popolarità, stesse l'essere capaci di riconoscere la propria incapacità e la consapevolezza di poter fare tutto, con la voglia, lo studio e la costanza. Se anche un cieco può suonare il blues, perchè non avrei potuto farcela?
Sergio, era un talent scout di mediaset. Andai a conoscerlo perchè amico della mia ex ragazza, una fotomodella con il pallino delle organizzazioni nel mondo dello spettacolo e, in quel senso, figlia d'arte. Volevo solo stringergli la mano, nient'altro. Lei ci teneva tanto a presentarmelo, così entrammo agli studi di Cinecittà e lo chiamò al telefono. Dagli studi uscivano ragazzi con lo zaino in spalla che dopo la scuola partecipavano alle trasmissioni pomeridiane per tirare avanti nei week-end: belle ragazze, perfette e sorridenti e uomini in giacca, frettolosi e indaffarati nei loro discorsi telefonici. Sergio venne di fretta, mi arrivava ai capezzoli, mi aspettavo fosse vestito elegante e invece aveva solo celato le marche costose dietro scelte casual. Mi guardò, ma non mi degnò di una parola. Piuttosto parlò con lei, litigò un po', spettegolò, rise mentre io, in disparte, cercavo di dire qualcosa per non apparire scortese, ma nonostante i miei visibili sforzi, lui non rispondeva alle mie domande, poi divenute provocazioni, poi divenuti silenzi. Quando lo chiamarono al cellulare, disse alla mia ex qualcosa circa una collega di lavoro maldestra e poi, prima di andare, si dedicò finalmente a me. Mi guardò, mi mise a disagio per quanto lo fece e poi disse: "Tu invece, vieni domani che ti facciamo un provino e un contratto."
Mia Nonna, che da anni mi chiede di andare in TV, si sarebbe rivoltata nella tomba se solo avesse sentito e se solo fosse stata morta.
Già, perchè risposi così a Sergio:
"Guarda che io sono qui per conoscerti, non per andare in TV."
Non penso che ancora oggi abbia capito il motivo della mia visita, perchè ho ancora in testa il suo sguardo stupito.
"Ah no?" rispose e poi si rivolse alla mia ex: "Pensavo fosse qui per ..."
"No" disse lei, "lui era alla mia sfilata, volevo solo fargli conoscere un amico e l'organizzatore di quell'evento, tutto qui."
"Non vuoi un contratto?"
Penso che domande del genere, nella vita, te le porgono una volta sola e devi stare attento a dare la risposta giusta, perchè è come stare all'altare, come stare di fronte a un giudice che minaccia di chiuderti in cella a vita, solo che in quel caso, agli studi televisivi di Cinecittà, la donna che mi avevano chiesto di sposare era una puttana e la giustizia che professavano era... anche lei puttana.
Io, quindi, che avevo passato selezioni durissime per studiare con sceneggiatori e fumettisti di grosso calibro, nonostante in quel momento avessi capito quanto tutto il mio lavoro fosse stato inutile, quanto in effetti bastasse conoscere Sergio o qualcuno come lui, risposi comunque di no.
Mi aveva trattato come una nullità solo perchè pensava fossi andato a mendicare un po' di popolarità e di colpo conobbe un altro mondo: "Non avevo mai conosciuto qualcuno che non volesse andare in TV".
"Mi sentirei uno stupido" risposi.
Gli avevo dato dello stupido, ma cosa importava: avevo dato la risposta giusta a una domanda sbagliata o ... la risposta sbagliata alla domanda giusta?
Me lo chiese anche la mia ex, al ritorno.
"Perchè hai detto di no? E' difficile che a Sergio piaccia qualcuno!"
Lei, forse spinta dalla voglia che da anni aveva di dare una scossa alla mia ricerca del successo, mi aveva portato all'incontro, sperando che facessi la scelta giusta. Neanche lei sapeva quale fosse quella scelta, semplicemente, aveva confidato nel mio pensiero.
"Ci riuscirai lo stesso? Continuerai a scrivere per nulla?"
"Perchè no. Se un cieco uò suonare il blues ..." risposi.

Vi ho raccontato il mio personale Videocracy, o almeno, una parte, piccola parte.
Io spero che nessuno di voi faccia quello che fa questa gente, nel film che vi presento oggi.
Ma non posso chiedere agli imbecilli di smettere di esistere e sono sicuro che domani, non appena accenderò la TV per sentire delle voci dopo una nottata di silenzi, non vedrò poltrone e studi deserti, non sentirò il martellante riverbero del bip che annuncia la fine delle trasmissioni.
GUARDATELO GRATIS SU MEGAVIDEO O SCARICATELO SU MEGAUPLOAD.
E' ILLEGALE, MA PENSO CHE CHI SI SBATTA PER FARE UN FILM DEL GENRE, VOGLIA SOLO DIFFONDERE UN MESSAGGIO: LO VOGLIO SPERARE.
http://www.linkstreaming.com/streaming-videocracy-basta-apparire.html
9 commenti
io creo