I love finger picking
Oggi l'inizio lo dedico a voi, piccoli e grandi sognatori che raccontano amori e dissapori in uno spazio web, a voi Fake gay che avete la foto di una modella di playmate sul profilo e guardate i ragazzi segarsi raccontando di avercelo duro ("Cosa hai detto?" - "Il capezzolo, amore, il capezzolo! Continua!"). Ringrazio voi, settantenni con il nick di un ventenne che non segue i tempi che provano a farselo venire duro con le foto di minorenni in cerca di un amore e di un papà ("Ciao, io Sandra 15 anni. Emo?" - "Ciao, io Paolo 20. Ok, andiamo"), a voi attivisti politici che odiate Berlusconi e il suo impero mediatico ma il Mercoledì sera su Canale 5 c'è Dottor House, a voi che odiate la virtualità e non fate altro che scriverlo su tutti i vostri profili web da 5 anni, a voi dodicenni che vi spacciate per maggiorenni e scrivete "ciao, posso vedere il tuo pisello?" (sappiate che dopo averlo preso per la prima volta, le ragazze smettono di paragonare i genitali ad ortaggi) e a voi donne che avete il profilo vuoto, il blog vuoto e neanche una foto, ma siete ugualmente pieni di commenti ("Ciao, sei bellissima, ti va di vederci nudi in cam?). A voi, e solo a voi maniaci, depressi, incoerenti, immaturi, stronzi sessualmente confusi e mentalmente instabili, solo a voi si deve il successo di questo Blog che oggi supera le 200.000 entrate e non solo, ne aggiunge altre 500 alla faccia dei blog letterari di anonimi giornalisti di Repubblica, La Stampa e Il Messaggero. Grazie per le 200.000 entrate anche in Gallery, grazie per aver guardato l'evoluzione del mio culo in foto e di aver seguito le mie parole per capire se sul finale, si scopre se ci sono o ci faccio.
Grazie a tutti voi.

Spesso sono giornalisti, ma la maggior parte delle volte sono "entusiasti estimatori della letteratura". A volte pubblicisti per riviste e blog, e altre volte semplici lettori, i critici letterari un tempo erano l'unico metro di misura della qualità letteraria di una nazione e ancora oggi, per noi scrittori che questo mestiere lo facciamo ogni santo giorno con la volontà di migliorarci, comunicare e rapportarci col mondo attraverso il semplice intrattenimento o prosa introspettiva, sono uno dei pochi motivi (assieme ai lettori e alle nostre nevrosi) che ci spingono a scrivere e metterci alla prova continuamente con nuovi romanzi.
Mi scrive un ragazzo che ha da poco pubblicato un romanzo per un editore a pagamento dicendomi che il suo Thriller è stato recensito da una certa giornalista che l'ha stroncato anche in maniera piuttosto offensiva. Me lo dice riempiendo la mail di ........puntini e punti esclamativi!!!! e faccine >:(
“Ok parliamone” gli rispondo, “ma adesso, getta quella pistola, getta quella pistola per Dio!”.
Ma i miei doppi carpiati con giravolta non li capisce nessuno, sono uno scrittore incompreso che resterà sconosciuto, proprio come quello scrittore che non ho mai capito e che non ricordo come si chiama.
Mi scrive: “Quale pistola?”
Mi manda il link del pezzo, lo leggo e noto che il critico ha soltanto svolto il proprio lavoro. Probabilmente il neoscrittore non sa che attaccare uno scritto non vuol dire attaccare la persona, che un giudizio critico non è un'offesa, che dire “stronzo” al personaggio non è dire “stronzo” all’autore (a meno che non si parli di un’autobiografia).
E' la storia che si ripete.
Ci si alza la mattina con un'orda di pensieri, si buttano giù su un foglio word perché “oggi su Facebook non si batte chiodo”e si pensa di aver scritto un capolavoro. Lo si fa leggere alla mamma che prontamente ci fa la sua critica: “Bello amore, ora però vieni a mangiare che i broccoli si freddano” e così si manda il tutto agli editori che "prontamente non rispondono" (ma loro vi hanno letto, sappiate che se non rispondono è per educazione, loro tengono dentro tutte le imprecazioni, e si ammalano, per questo gli editori muoiono giovani).
Così, si passa agli editori a pagamento, che sono delle stamperie (si fanno chiamare editori per non offendere gli stampatori) che hanno un marchio e un canale d'acquisto nel loro sito e anche una piccola distribuzione. Si comportano come gli editori, ma non lo sono, ti scrivono E-mail prestampate con su scritto “Stimato autore”, ma non ti stimano come tua madre che è disposta a covarli, quei broccoli, per farteli mangiare caldi mentre tu tenti di diventare famoso. Gli editori a pagamento pubblicano chiunque, basta che si diano loro dei soldi. Un libro pubblicato con un editore a pagamento è una garanzia che quel romanzo non vale nulla perchè ... se l’autore non è riuscito a trovare qualcuno che lo paghi per quel lavoro non è valga poi tanto. Se poi gli scrivi che sei un medico, un avvocato o un imprenditore e che puoi fare delle presentazioni in cui, per pietà, i tuoi colleghi ti compreranno, per paura, i tuoi pazienti ti compreranno e per amor proprio, i tuoi dipendenti ti compreranno, vi regalano anche la rilegatura con le alette.
Ma visto che gli editori a pagamento sono così ben camuffati dietro ai loro slogan e alle loro luccicanti home page: chi è che effettua la scrematura?
I pastori sardi durante la preparazione del pecorino.
E in letteratura?
I critici (ma anche i pastori sardi durante la preparazione del pecorino, a volte).
Il neoscrittore che pubblica seghe mentali scambiandoli per orgasmi letterari, non ha idea di quello che potrebbe accadergli se quel libro finisse nelle mani di un critico onesto (le case editrici hanno i loro critici leccapiedi, gente che di solito fa buone recensioni in cambio della pubblicazione dei propri romanzi o racconti).
Così è successo a questo scrittore, caduto nelle mani di Wislawa Szymborska un nome che se lo pronunciate senza prendere fiato sembra la minaccia di un colpo di stato, quindi non ripetetelo mai se andate a fare spese romantiche a Groznyj, limitatevi a dire “io no parlare sua lingua, amico” e uscirete vivi da quel negozio.
"Caro scrittore” scrive Wislawa, “i medici sono messi bene, possono sempre prescrivere pillole. Ma per il nostro settore nessuno ha inventato niente. Lei è un dottore: perchè smettere di essere un luminare della scienza medica per essere un mediocre nella nostra scienza? Torni a fare il suo mestiere, la supplico. La prescrivo quindi, una bella lettura della grammatica tre volte al dì, dopo i pasti assieme a una sana dose di Hemingway." A te neoscrittore: sei sicuro di voler incollare il tuo nome per sempre nelle immortali pagine del web e delle riviste, rischiando di accostarlo alla parola "mediocre"? Ecco chi decide, ecco chi ci dà la certezza che qualcosa sia veramente di valore anche se non sempre succede. Oggi gli editori si comprano i critici spesso con promesse di pubblicazione, con scambi alla pari (io critico bene te se tu critichi bene me) o molti di loro hanno rapporti diretti con gli Uffici Stampa che pagano per un Tot di recensioni. Anche chi parla male, a volte potrebbe averlo fatto per antipatie e screzi personali che nulla hanno a che vedere con la letteratura. Allora: come fare a capire quale critica rappresenta il vero, così che possiate decidere di acquistare o no, un libro in base a un parere altrui? Per prima cosa, controllate nome e cognome del critico. Se lo scrittore criticato si chiama Federico Moccia e il critico Roberto Moccia, che se ne parli bene o male, sono cose di famiglia che a noi non riguardano. Diffidate di tutte quelle recensioni che riportano queste notizie flash: "E' uscito il nuovo romanzo di Alessandro Cascio. Magnifico, avvincente Pulp. Non si è mai visto qualcosa di simile!"
Semplicemente ha una pistola puntata alla nuca o sta scrivendo con promessa di pubblicazione che non avverrà mai.
"Hey, pronto, sono Francesco Giubilei, l'editore. Scrivi qualcosa di bello su Cascio? Ah, dimenticavo, sto leggendo il tuo manoscritto proprio adesso."
Leggete la recensione, è importante capire se il critico ha letto il libro o meno ed è facile intuire la sincerità.
Osservate questa: "Il romanzo di Nome Autore è scritto bene ed è intrigante quanto basta per farti passare una piacevole giornata in compagnia di un buon libro (Che vuol dire che lo scrittore inizia in maiuscolo dopo il punto e non sbaglia i condizionali e che è così contorto che ti fa venire voglia di comprare un altro libro e passare una piacevole giornata in compagnia di quello). Il personaggio principale è un bambino di nome Renato che vive in un paese di provincia e che un giorno si imbatte in un altro bambino che si chiama come lui e da lì comincia una lunga amicizia che li porterà lontano a esplorare assieme le insidie della vita (Che vuol dire che lo scrittore, un medico in pensione, a un certo punto ha cominciato a raccontare i cazzi propri convinto che la sua infanzia fosse meglio di quella altrui, tanto da scriverne un romanzo. Vuol dire anche che il critico, è arrivato a pagina 15, dove i due ragazzini, seduti su una panchina della stazione, parlano delle loro prime seghe. Ha poi saltato 50 pagine e scoperto che a pag 65, i due sono sempre seduti sulla stessa panchina a parlare delle loro marachelle, ma al passato e con frasi del tipo "sti giovani d'oggi non sanno divertirsi. Adesso hanno delle macchine che simulano un volo sull'oceano assieme a uno stormo di gabbiani. Non c'è più mondo. Ricordi invece, quanto era davvero bello giocare con la terra e fare finta che quella fosse pasta frolla per le torte? Gabbiani! Non sanno proprio divertirsi.").
Il romanzo Nome Libro è edito da Nome Editore (probabilmente il critico ha scoperto che il romanzo finisce a pagina 200 perchè l'antieroe del romanzo, un controllore, chiede ai due ragazzini di alzarsi dalla panchina perchè la stazione deve chiudere. Ma chissà, forse i due torneranno su quella panchina per altre due volte dando vita a una Trilogia. Si congeda, il critico.)"
Spesso si crede che debba essere lo scrittore a chiedere al critico un pezzo nel suo blog o giornale, ma è invece una tradizione Inglese vecchia di secoli vuole che sia il critico a chiedere allo scrittore di poter valutare il romanzo, proprio perché il critico, in quanto lettore, deve decidere di sua volontà con chi perdere il proprio tempo e con chi sprecare parole. A me che a Londra ho vissuto e che a Londra mi farei seppellire (morto), gli inglesi e le loro usanze piacciono molto.
Vi mostro adesso 4 critici (sono artisti, scrittori e quant’altro), di quelli veri che non te la mandano a dire e di cui al 99% potete fidarvi. Certo, leggete sempre dell’altro, ma guardate come scrivono le critiche. Dalle loro parole, si evince che il libro non solo l’hanno letto, ma l’hanno fatto loro. Far proprio qualcosa, è il primo passo per una buona offerta, perché non puoi dar nulla, se non possiedi.
Molti di voi la conosceranno, si chiama Francesca Mazzucato, conosciuta da molti scrittori come “quella stronza che mi ha stroncato”. Perché? Leggete cosa scrive, ci puoi passare le giornate con questi articoli.
http://scritture.blog.kataweb.it/francescamazzucato/2007/06/12/cuore-nuovo-30-giorni-ai-18-di-luana-modini/ Guardate invece, come inizia la sua recensione, Antonella Lattanzi. Credete che lei non abbia letto o è evidente che quel libro se lo è anche scopato?
http://scritture.blog.kataweb.it/francescamazzucato/2006/02/22/andrea-pazienza-pompeo/
Questo è Nunzio Festa, che non si limita solo a criticare, ma molto spesso approfondisce facendo paragoni con il passato e si perde nell’analisi tanto che se ti chiedono “Hai letto l’ultimo di Gaetano Cappelli?” – puoi benissimo rispondere “No però ho letto la recensione di Festa”
Credete che lui non abbia letto bene o lo abbiano pagato?
http://scritture.blog.kataweb.it/francescamazzucato/category/le-note-di-nunzio-festa/
Qui invece, riporto Miriam Ravasio che è conosciuta perché le sue critiche sono dei testi a parte, uno dei pochi casi in cui la recensione è meglio del libro.
http://www.liberolibro.it/alessandro-cascio-touch-and-splat/
Ieri ho mangiato una minestra in un ristorante all'aperto. C'ho messo tre ore e mezza per mangiarla: pioveva.
Su IN-Visible di Settembre. Francesco Giubilei con Historica Edizioni, è l'editore di Touch and splat di Alessandro Cascio, l'ultimo della serie letteratura cinematografica Short Cuts. Il suo imperativo è "formare una squadra di scrittori professionisti e vendere in Italia e all'estero". E non si può dire che non ci stia riuscendo, visti i nomi della sua scuderia, le buona recensioni nazionali e internazionali, i premi vinti e la distribuzione sempre più ampia che ha collocato Historica davanti a vecchi editori obsoleti che non ne vogliono sapere di andare in pensione.
Lo scrittore Remo Bassini (autore Newton e Compton), Francesco Dell'olio con la prefazione di Gianluca Morozzi (chi non ricorda Blackout, sia il film che il famoso romanzo), Alessandro Cascio (Premio Internazionale di Letteratura Francese J. Prèvert) accompagnato dalle parole di Ernesto Gastaldi (autore del film Premio Oscar C'era una volta in America e Il mio nome è nessuno), Sacha Naspini (promessa indiscussa del panorama letterario Italiano) Matteo Gambari (Avorio), Sabrina Campolongo, Laura Costantini sono solo alcuni degli autori già presenti a cui si sommeranno nuovi noti che presto scenderanno in campo per il progetto Editoriale Historica, uno dei più ambiziosi in Italia e che si avvale della collaborazione di personaggi illustri della grafica italiana come Marco Moni Mezzocielo (grafico Rai, La7), Bertelli, V. Scipioni.
Historica editore raccontato in un articolo sulla rivista IN-VISIBLE, segno che anche realtà esterne alla produzione letteraria tipica italiana come quella della Repubblica di San Marino, hanno cominciato a interessarsi al nuovo caso Historica. Ufficio Stampa
IN-VISIBLE potrete trovarla in Edicola.
Potete trovare una versione web sottoforma di N.0 qui:
http://issuu.com/invisibilemag/docs/invisibilemag


Alessandro Cascio
Touch and Splat - Historica Edizioni
5,50 E
Romanzo Pulp, 120 pag.
In ordine in tutte le librerie, su IBS e librerie virtuali.
info@historicaweb.com (per informazioni editore)
13 commenti
critica letteraria
Più che recensioni pure, quelle che ho raccolto in "Viaggio al centro del libro" (tra cui c'è anche questa sul mio amatissimo Andrea Pazienza) erano saggi letterari-racconto, come li definimmo con Francescsa Mazzucato. per ogni libro, scrivevo un saggio letterario e creavo una storia che si intersecasse con il libro stesso. L'ho fatto per Cechov, per Ferrante - in cui la protagonista errava alla ricerca di sua madre -, per Pazienza - in cui la protagonista era una sorta di doppio di Pazienza - , per Jaeggy e per molti altri. E' stato un lavoro duro, faticoso ma soprattutto appassionante, totalizzante - come dici tu.
Credo che la critica letteraria, come la scrittura, si debba nutrire di amore per la letteratura. E credo che, in realtà, di persone "contagiate" da questo amore ce ne siano tantissime, per fortuna.
Un piccolo appunto: mi chiamo Lattanzi, non Lattanti :)
Complimenti, e buon lavoro!
:)
Sbuff! :(