14 Ottobre 2008

ADDIO "TRE CANDELE"

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Un commento di Miriam Ravasio su Tre Candele è qualcosa di diverso da una semplice recensione, qualcosa di più per me che l'ho ammirata dal primo scambio di battute nel sito di Massimo Maugeri (Letteratitudine - Gruppo L'Espresso). Lo riporto così com'è. Lo trovate anche nei commenti al post.
So per certo che Miriam interesserà a qualcuno di voi (specie alle stiliste di Maison Disforia).


Quello che segue è un commento al tuo libro, postato su letteratitudine nel post dedicato a (al deprimentissimo) Pavese.
"Posto qui alcune riflessioni sul libro di Alessandro Cascio, letto tra ieri e oggi: Tre candele. Lo posto qui, dove l'autore del Mal di vivere è stato celebrato per il suo centenario dalla nascita; qui, dove abbiamo discusso del rapporto fra quel autore e i giovani, auspicandone la conoscenza.
Non è una provocazione, ma solo un atto dimostrativo; come un volantino, anzi un adesivo, appiccicato dispettosamente ai semafori o agli angoli delle strade. Facciamolo verde! Ricordate? Si trattava di Nixon e della guerra del Vietnam. Erano altri tempi e noi leggevamo Pavese ma facevamo tutto ancora per "gioco", ancora pochi passi ci separavano dalla fine del percorso, uno spiazzo enorme sopra il vuoto: eroina e lotta armata. Tutto poi fu diverso, in noi sopravvivono i ricordi, che per i più sono depurati dalle scorie e allora confondiamo la nostra adulta età con quella delle generazioni che ci hanno preceduto. Riproponendone il senso (anziano uguale custode del tempo). Ma quale, se tutto nel frattempo è sfuggito, in un vortice epocale di cambiamenti e di rivoluzioni soggettive che ha trasformato ogni vita in un terreno di guerra?
Alessandro Cascio parte da qui, dalla considerazione che crescere è una guerra, che va tenacemente combattuta con azioni di "pace": tre, come le ghinee della Woolf. Sì, il libro di Alessandro è una poetica confutazione del libro della Woolf e parla alle ragazze, alle giovani donne. Alle ghinee che scongiurano la guerra, istruzione, professione e impegno per la pace, Alessandro contrappone tre candele: l'innocenza, la passione e l'esperienza. Un racconto filosofico, dove fantasia e realtà si fondono nelle forme delle tre età della vita, con gli occhi sempre aperti al mondo che ci sta attorno; le circumnavigazioni dell'io sono bandite. A salvarci è il mezzo che ognuno trova da sé, l'accesso ad un'altra dimensione, l'intimità necessaria per combattere il male della vita.
L'intimità preziosa, che urta famiglia, amici, affetti, luoghi comuni, mode, ma che alla fine si compone con una grazia giovane, nuova e lontana, lontana da Munchausen e da un pastore errante dell'Asia.
Vi inviterei a leggerlo, io, personalmente ci vedrei un film di animazione con il meglio della musica che c'è!"
Ciao, un abbraccio, Miriam.

Miriam Ravasio abita a Lecco, si occupa di educazione all’immagine nelle scuole; un lavoro a cui è arrivata “per caso”, dopo una vita dedicata alla moda e alla ricerca di immagini per abiti, tessuti e ricami. L’impatto con la scuola, e in particolare, con il frastuono pedagogico della didattica, è stato così forte e violento da indurla a scrivere. E' autrice di "Occhio, manuale per l'educazione all'immagine".


Clicca per conoscerla: http://letteratitudine.blog.kataweb.it/category/locchio-alato-storie-di-disumanizzazione-scolastica-di-miriam-ravasio/


Booktriler Tre Candele  

 

 

50 commenti

  • Daniela

    remakerefresh

    Sei nuovo al Cairo o sei nei tuoi soliti giri da compro il biglietto ma poi non parto? io sono rientrata in africa e pensavo di leggerti già in pubblicazione, ti auguro che il tuo amore non ti lasci mai.
    Scritto il: 30/10/2008 18:05:48
  • miriam

    vorrei correggere

    perché mi sono usciti dei numerini? Forse capita quando si trasporta il testo? Perbacco
    Scritto il: 18/10/2008 20:55:21
  • miriam ravasio

    da letteratitudine

    Quello che segue è un commento al tuo libro, postato su letteratitudine nel post dedicato a (al deprimentissimo) Pavese.
    %u201CPosto qui alcune riflessioni sul libro di Alessandro Cascio, letto tra ieri e oggi: Le tre candele. Lo posto qui, dove l'autore del Mal di vivere, è stato celebrato per il suo centenario dalla nascita; qui, dove abbiamo discusso del rapporto fra quel autore e i giovani, auspicandone la conoscenza.
    Non è una provocazione, ma solo un atto dimostrativo; come un volantino, anzi un adesivo, appiccicato dispettosamente ai semafori o agli angoli delle strade. Facciamolo verde! Ricordate? Si trattava di Nixon e della guerra del Vietnam. Erano altri tempi e noi leggevamo Pavese ma facevamo tutto ancora per %u201Cgioco%u201D, ancora pochi passi ci separavano dalla fine del percorso, uno spiazzo enorme sopra il vuoto: eroina e lotta armata. Tutto poi fu diverso, in noi sopravvivono i ricordi, che per i più sono depurati dalle scorie e allora confondiamo la nostra adulta età con quella delle generazioni che ci hanno preceduto. Riproponendone il senso (anziano uguale custode del tempo). Ma quale, se tutto nel frattempo è sfuggito, in un vortice epocale di cambiamenti e di rivoluzioni soggettive che ha trasformato ogni vita in un terreno di guerra?
    Alessandro Cascio parte da qui, dalla considerazione che crescere è una guerra, che va tenacemente combattuta con azioni di %u201Cpace%u201D: tre, come le ghinee della Woolf. Sì, il libro di Alessandro è una poetica confutazione del libro della Woolf e parla alle ragazze, alle giovani donne. Alle ghinee che scongiurano la guerra, istruzione, professione e impegno per la pace, Alessandro contrappone tre candele: l%u2019innocenza, la passione e l%u2019esperienza. Un racconto filosofico, dove fantasia e realtà si fondono nelle forme delle tre età della vita, con gli occhi sempre aperti al mondo che ci sta attorno; le circumnavigazioni dell%u2019io sono bandite. A salvarci è il mezzo che ognuno trova da sé, l%u2019accesso ad un%u2019altra dimensione, l%u2019intimità necessaria per combattere il male della vita.
    L%u2019intimità preziosa, che urta famiglia, amici, affetti, luoghi comuni, mode, ma che alla fine si compone con una grazia giovane, nuova e lontana, lontana da Munchausen e da un pastore errante dell%u2019Asia.
    Vi inviterei a leggerlo, io, personalmente ci vedrei un film di animazione con il meglio della musica che c%u2019è!%u201D
    Ciao, un abbraccio, Miriam (oggi mi sento solissima e incompresa!!!)
    Scritto il: 18/10/2008 19:25:50
  • anonimo

    addio adios adieu

    ogni fine è un inizio. probabilmente non cè neanche un vera fine e un vero inizio, ma solo un susseguirsi: il cane che si morde la coda:P quando e dove sono nati i personaggi? nella tua fantasia, sulla carta una volta stampato il libro, nella fantasia dei lettori? o erano gia li, aspettavano solo di essere notati?di essere raccontati?
    e comunque, noto tra i libri preferiti cecità...condivido la scelta.
    Scritto il: 17/10/2008 23:31:06
  • @nOnimO

    @less@ndrO C@shio

    Via tutti i tuoi libri dal commercio. Viaaaa!!!!!!
    Scritto il: 16/10/2008 01:11:47
  • *°OStellinapallidaO°*

    :(

    mi sembra spietata questa cosa.
    Scritto il: 15/10/2008 18:53:03
  • anonimo

    ?

    è una mossa di marketing? Non ho mai capito il mondo dell'editoria.
    Scritto il: 15/10/2008 15:49:12
  • Arianna

    Why??

    Perchè fuori produzione? è un bel libro, molto affascinante e poetico e ha una stupenda storia con un altrettanto stupendo finale. Lo pubblichi con un altro editore?
    Scritto il: 14/10/2008 23:07:42
  • Kia

    Umm

    Lo comprai appena uscito. Mi ritengo fortunata ad averlo letto, shov.
    Scritto il: 14/10/2008 16:19:09
Tags: addio
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