Il corpo quando comincia a vivere strilla. Lo so perchè anch'io sono stato neonato, e non una sola volta. Non mi sono ancora abituato alla luce del sole, ai rumori, al mondo reale, quello senza trama che non insegue niente di più che l'ora dopo e l'altra ancora. Mi sto lasciando tatuare il corpo da uno dei migliori tatuatori d'Europa, mi aveva contattato Turyanskiy ma avrei dovuto raggiungerlo a Mosca e non sarei stato sicuro del risultato. Questa gente ama chi si offre come tela bianca per la loro creatività. Sono stato cinque ore fermo, il braccio s'era quasi addormentato dal bruciore, ma avevo il mio iPod pieno della migliore musica che l'essere umano abbia mai partorito, da Moonlight Sonata a Woman is a nigger of the world. Non lo lascio un attimo il mio iPod americano. Quando AK ha visto i miei occhi gonfi di felicità e le mie gambe tremanti dall'emozione, dal freddo e dalle ore passate immobili s'una sedia, anche lui quasi si è commosso. "Le rose non le ho colorate dentro" mi ha detto: "Ho capito cosa volevi così ho pensato che il rosso della passione dovesse colare via o schizzare come il sangue dopo uno sparo". Gli spari di Lennon e Cobain li ho vissuti entrambi, solo uno da vicino. Kurt e John mi danno coraggio fin da quand'ero piccolo. Quando ho paura di osare è a loro che penso, ascolto la loro musica e potrei affrontare la morte. Faremo la schiena adesso, ho ancora molto tempo da passare qui. Il dolore dell'ago è una scarica d'adrenalina potentissima per chi come me ama questo tipo d'arte, il periodo di session è un momento che può cambiarti l'esistenza, ma sopratutto è un sacrificio al prossimo tuo, una grande manifestazione di fiducia. Dio ti ha creato olivastro e liscio e un uomo che a malapena sai chi sia ti ricrea secondo una sua idea, tu lo lasci fare, tu gli permetti di condizionare la tua vita per sempre. Non c'è legame più grande di quello tra tatuatore e tatuato. Ho scritto qualcosa, ma ancora niente di significativo, non m'interessa più molto. Non credo di voler pubblicare più in Italia, credo di valere di più di quel posto. Non mi sono mai sopravvalutato in vita mia, anzi sono una bestia feroce con me stesso, ma vedo un mondo molto lontano dalle mie idee, troppa gente che ben pensa, troppi membri del circolo di "quelli che sanno". Non mi sono mai sopravvalutato, non m'interessa farlo, mi piace migliorare, ma sono io il miglior consigliere di me stesso e per questo ho sempre raggiunto traguardi e fatto una marea di roba fica. Ho visto i diari di Kafka oggi. E io che pensavo di avere una pessima calligrafia. Mi piacerebbe che la gente in Italia capisse che "simpatico" e "villano" sono due cose diverse. In Cechia la gente è quieta, dopo settimane non ho ancora visto qualcuno strillare, importunare o semplicemente fare una battuta a un passante sconosciuto. Niente di tutto questo. Si direbbe quindi che questa è gente schiva. No, invece. Oggi un uomo anziano con gli occhi pieni di comunismo e lotte di piazza mi ha parlato come un amico, ha fatto strada con me fino al muro di Lennon, gentile come un inglese, anche se ormai quelli hanno perso lo charme e gli è rimasta solo la nomea. Il muro di Lennon è lungo una manciata di metri eppure ha cambiato la storia di questo paese. Era un muro come un altro, poi a qualcuno è venuta l'idea di scrivere una frase dei Beatles, gli altri lo hanno seguito e quell'ammasso di cemento è divenuto uno strumento di lotta al comunismo così potente che lo stesso governo ceco tentò di screditarlo. Ma come si può screditare un muro, Cristo Santo. E' grazie ai cavalieri di Malta che quel muro esiste ancora e chiunque può scriverci su senza finire in galera. Lennon vive ovunque, quel posto era pieno della sua energia. Una ragazza mi ha riso per ore ieri allo studio. Le avrei detto: "Non lo vedi quanto sei bella e per bene, dovresti cercarli in monastero i tuoi uomini, non in un Tattoo Center che puzza di whisky. Ottimo whisky ceco." Mi ha salutato quando è andata via, io no e non ho ancora capito il motivo. Uscito sono rimasto a parlare per ore con una tossica che neanche mi piaceva, per lei andavo bene. Mi ha detto che vuole andare via. Per me qui è già "via", per lei "via" è altrove. E quando arriverà dovunque voglia andare, la gente del posto sognerà d'andare ovunque pur di non restare. La conosco bene questa sensazione. Certa persone sono come carote coi piedi piantati in terra e il ciuffo all'aria, altre invece sono perline cadute da una collana rotta e sparse ovunque senza criterio logico e le trovi laddove non avresti mai pensato di cercarle.
Il mio account è stato bloccato dalla censura di Facebook per l'ennesima volta. Mesi addietro mi sospesero per aver postato la foto di un gattino iracheno che si aggrappava allo stivale di un soldato. In quell'articolo parlavo della guerra vista dagli animali. Il gattino era visibilmente malandato, ma non più di qualsiasi altro gatto randagio. Una signora mi scrisse che quell'orrore era da segnalare e senza neanche pensare mi fece sospendere l'account per un tempo record di tre giorni. Qualche settimana dopo scrissi un racconto che narrava di una ex jazzista divenuta prostituta dopo essere uscita di scena, un "tratto da" stampato su UT Magazine (Ediland Edizioni) tempo prima con il nome di "Delilah Dea del Jazz". Nella foto c'era un'africana di schiena, le si vedeva il sedere. Senza curarsi della profondità del testo, qualcuno mi segnalò. Sospeso. Mi sospesero ancora per due giorni per via di una foto ironica che rappresentava una ragazza di schiena e le tre foto più in voga del momento.
L'immagine diceva: "Questo Diario aderisce alla campagna 'Meno gattini, monti e schettini e più fica'".
Bannato. Tempo dopo fui sospeso per turpiloquio, usai la parola pomp**o associata a una donna, la battuta del testo era: "Ingoialo per una volta!" "Dio Shaun, sei un porco". "Appunto, non lo sai che del porco non si butta via niente?" Un gruppo di femministe pensò bene di farmi censurare perchè, parole di una di loro: "Bisogna smetterla con questo liguaggio volgare nei confronti delle donne". Mi censurarono ancora una volta per aver postato una foto con testo a fronte che ritraeva due scimmie in un laboratorio con sotto l'elenco delle medicine essenziali per curare l'HIV, il diabete e alcune tipologie di cancro, medicine (spiegavo) sperimentate su quelle cavie. Segnalato. Bannato. Sospeso. Ieri ho scritto un pezzo provocatorio che voleva sottolineare quanto il comportamento di una buona parte di omosessuali, parte che io chiamo "froci" (quella volgare e senza ritegno che scopa nei bagni della metro di New York durante il gay pride all'ora di punta) infanghi il buon nome di quegli omosessuali che lottano per avere dei diritti, per ottenere delle adozioni e per essere rispettati. Ovviamente sono lotte che non avranno mai successo finchè l'opinione pubblica pensa agli omosessuali come degli allegri baffuti ometti in lattex e frusta che cantano YMCA col culo al vento. Credo che essere sottoposti a una così becera censura che non valuta nè il reale contenuto dei messaggi nè il quoziente intellettivo delle persone che segnalano facendo del male a se stessi, sia una grave lesione della libertà di pensiero e parola. Come scrissi tempo fa:
"La censura, è una cosa seria e contrariamente a quanto alcuni pensano, più è di dominio pubblico un canale comunicativo, minore dev'essere la sua influenza: è per questo che esistono i piccoli club esclusivi e di contrasto, le pubbliche piazze. Se si applica la censura ad una comunicazione di massa, ad una pubblica piazza, si rischia di influenzare la comunicazione stessa piegando milioni di persone a pensare tutti con lo stesso peso e misura. Questa non è la Cina e censurare un testo di qualsiasi essere umano, specie di uno scrittore pubblicato, in una società reale sarebbe considerato un atto gravissimo". Mi sono state cancellate foto ironiche che rappresentavano opere religiose famose con titoli diversi, la creazione era diventata "Autostop per il gay pride" RESTAURATO CON OLI NATURALI DALL'UNIVERSITA' DI IBIZIA, per esempio o l'uomo vitruviano "sesso anale tra ginnasti". Mi è stata censurata la foto "Geova appare ai fedeli" perchè Geova era rappresentato da un citofono. Sono stato costretto a scrivere parolacce di uso comune con le stelline, ca**o, str**zo, vaffa**ulo. Anche se uno dei problemi è senz'altro la facilità con la quale Facebook permette a chiunque la censura verso chiunque e per qualsivoglia ragione, credo che la colpa di tutto questo sia di quella gente che abusa della segnalazione senza pensare alle conseguenze. Questo però non solleva Facebook dalle proprie colpe, prima tra tutte quella di affidare il compito della censura a società esterne che usano manovalanza del terzo mondo pagandola un dollaro l'ora. In questi mesi è stato diffuso un documento appartenente ad uno dei censori di una società esterna, una ragazza marocchina, che conteneva le linee guida della censura. Tra tutte, il divieto di scrivere frasi come "voglio morire" o pubblicare foto di scherzi fatti ad amici ubriachi. Un comportamento da Gestapo che dovrebbe essere monitorato da leggi internazionali visto l'uso diffuso del network come mezzo di comunicazione. Per farla breve è come se il giovane presidente di un'azienda decidesse cosa la gente debba dirsi al telefono, quali informazioni dare in TV e sui giornali o quale arte o satira sia davvero offensiva e quale no. La censura è stata applicata al fotografo Roberto Cicchinè per l'opera "Trazione alla sbarra", che ritraeva un uomo nudo (genitali non in vista) appeso ad una sbarra come fosse un cristo in croce. Facebook è arrivato a censurare una città irlandese considerata al pari di un’ingiuria. La città di Effin, infatti, è vittima di un’assonanza con la parolaccia americana “effin”, corrispettivo di “f*cking”. Sotto segnalazione, Facebook ha debellato la città di Effin dalla propria mappatura per poi reintegrarla in seguito all'interessamento della BBC, famosa società televisiva del Regno Unito. Più famoso è il caso del dipinto di Gustav Coubert del 1866, L'origine del mondo, censurato come fosse volgare porno. Su tutte le Tv e i giornali il caso della donna africana che allatta un bambino bianco, censurata da facebook come oscenità. Eppure sugli stessi standard di Facebook, alla voce pornografia è scritto: "Allo stesso tempo, è nostra intenzione rispettare il
diritto delle persone di condividere contenuti di importanza personale
siano essi fotografie di una scultura simile al David di Michelangelo o
foto di famiglia di una madre che allatta al seno il figlio". In un social network che ci lega ogni giorno di più l'uno all'altro, che ci rende dipendenti da un certo tipo di comunicazione, la censura smodata diventa un meccanismo di controllo delle masse che in questo modo vengono gradualmente addomesticate. Il "frocio" che mi ha segnalato senza chiedere prima un confronto si chiama Alberto Giovando (che neanche conosco e che non credeva di essere scoperto), lavora al Shaftesbury Hotel di Londra. Così è scritto sul suo profilo. Il pezzo, provocazione, faceva pressapoco così. E' stato scritto in seguito a una frase di un ragazzo che si lamentava di non poter rivelare alla madre di essere gay.
"Come faccio, Ale, mia madre crede che essere gay voglia dire vestirsi da femmina e fare le orge."
"Malmenate i froci, quelli che indossano vestiti plumage e cinte di strass e sfilano a culo all’aria per le piazze mostrando maleducati slogan sull’orgoglio senza orgoglio. Malmenateli moralmente non fisicamente, sono malati da curare e che si arrogano il diritto di parlare per chi non ha bisogno delle parole. Ascoltate gli omosessuali e rispettateli, invece, che al contrario dei froci hanno compreso che c’è amore in egual misura in un bacio, un abbraccio o una penetrazione anale se il fine è la passione. Hanno scelto l’unione delle anime senza pensare all’estetica dei corpi, attratti dalla naturalezza dell’amore rinunciando alla naturalezza della procreazione, date loro i bambini senza famiglia, ne avranno una giusta dai giusti valori. Ma non trattate coi froci e non discutete neanche il loro tentativo di idolatrare la diversità. Non esistono i diversi."
Io non ho bisogno di dire la verità, non ho bisogno di lottare contro l'ipocrisia di chi spara contro chi ammazza, di chi si crede naturalista su un'auto a benzina o da una scrivania in legno di quercia, non ho bisogno di scrivere romanzi su quanto sia ingiusto per i paesi del terzo mondo vendere le proprie terre ai coloni occidentali, non ho bisogno di spiegare a un omosessuale che se gli viene tolto il diritto di adottare bambini è per via di quel suo dover mostrare la propria sessualità facendo scalpore a tutti i costi, che fingere di essere donna atteggiandosi a mongospastico e agitando la manina al vento è un atteggiamento malato che nulla ha a che fare con la naturalezza di un certo tipo di omosessualità. Io posso vivere benissimo col mio cane, la mia tastiera del '98, viaggiando da una terra a un'altra, con la mia eterosessualità e con il mio panino al prosciutto, l'amore di mamma natura, le mie medicine ammazzascimmiette mantenendo sempre la mia coerenza. Se faccio tutto questo, se ho scelto un impegno nella vita è perchè penso che invece sia il mondo ad avere bisogno di qualche ragionamento in più, che non ci sia male più radicato dell'ipocrisia, si trova dovunque, nelle religioni, nella politica, nella famiglia, in TV, al Bar, ovunque. Io ho un pensiero, io ho un impegno e con me milioni di persone e non si ferma il pensiero, un'idea con la censura. Vergogna quindi, a chi esercita questo diritto e permette a network come Facebook di esercitarla.
Postate ogni giorno poveri cagnolini indifesi e scimmiette tristi, magari poi mangiate carne di manzo e agnello a pasqua. Quando lo fate, quando portate avanti la vostra stupida battaglia ipocrita e lesiva per il genere umano, pensate a chi muore in un letto divorato da cancri e altre malattie mortali, pensate ai bambini che non potranno vivere una vita perchè un cagnolino deve vivere la sua (che dura almeno dieci volte meno, pensateci Cristo Dio, pensateci) o ai vostri cari che potrebero aver bisogno come tutti che si trovino delle cure. Alcuni degli antibiotici che vi salvano la vita, perfino gli antiacidi che prendete ad ogni evenienza e le pillole per il mal di testa sono il risultato di sperimentazioni sugli animali.
Dovreste rifiutare i farmaci, per essere coerenti, non basta non mangiare carne, non basta mangiarne meno o condividere foto sul web, rinunciate ai farmaci e lasciatevi morire, se credete davvero nella vostra lotta. Sopratutto provate a "pensare" prima di applaudire Striscia la Notizia e le sue stupide lotte per infinocchiarsi il pubblico.
E se pensate, fate click: http://www.facebook.com/pages/A-Favore-della-Sperimentazione-Animale/199124936795298?sk=notes&s=10 A te idiota che ti dici indignato per le torture subite dai poveri Beagle di Green Hill destinati agl'istuti di ricerca, a te che chiedi alla medicina di fare di più per poter morire con qualche giorno di ritardo dal calendario di Osiride, a te che chiedi al tuo medico di camminare sulle acque, che punti il dito verso la scienza se "assurdo" ci si ammala ancora ai giorni nostri: come credi che li abbiano scoperti i sedativi, le pillole, gli sciroppi che prendi per ogni minima stronzata?
A.Cascio - La carne serve a guarire la fame, ma quanti si schierano a favore dei porci?
Se un uomo con la quinta elementare riesce a scuotere una nazione, a mettere in dubbio testate di matrice vaticana, a tenere incollati alle sue parole il 56% degl'italiani che guardano la TV, a influenzare referendum, a incanalare l'attenzione delle più grandi testate giornalistiche, non ha un problema: sono gli altri ad averne uno. Non è importante cosa si dice, la preparazione scolastica che c'è dietro a un concetto semplice e chiaro che è Dio, che è la giustizia, che è l'amore per il prossimo e il rispetto, ma è importante chi quel concetto lo espone perchè nessuno ascolta nessuno, a meno che non ripone in qualcuno piena fiducia. Celentano ha fatto la storia della musica e ha predicato nel tempio della musica concetti che da sempre espone nelle sue canzoni e sfido chiunque a ricercare, ad ascoltare. Non è lui ad essere fuori posto in una manifestazione del genere, non è lui a stonare, sono piuttosto i giornalisti e i politici. T utti noi, tramite lui, abbiamo donato 300.000 euro in beneficenza, tutto il suo cachè. Non è lui ad avere un problema, ne sono certo, siatene certi anche voi.
A.Cascio
A chi vive impietrito schiena contro schiena con un divano a credere che se lo dicono in TV allora sta succedendo davvero. A chi attende la vita s'una sedia di un ufficio aspettando che gli si accartocci il viso come fosse il foglio di un poeta senza ispirazione. A chi si stira gli occhi per paura d'invecchiare, a chi si stira i fianchi per paura di ingrassare, a chi si tronca le ali per paura di volare. A chi ogni giorno alimenta il business del pessimismo, polemizza senza consigliare, insulta chi ci prova perchè ci prova male e, a chi non prova, dice di provare così d'averne ancora uno da insultare.
A chi lavora duro per fabbricare soluzioni per problemi non ancora sorti. A tutti gli scrittori che non hanno insegnato nulla e a quelli che vogliono arrivare non avendo nulla da insegnare, ai comici che non fanno ridere, ai poeti che non sanno rimare, a chi semina odio con le parole e termina con un "senza offesa". A chi crede che davvero la neve sia un castigo divino, a chi usa la parola "decesso" per un morto e "tragedia" per due, a chi gioca al gioco del Killer Show delle riviste, dei giornali e delle televisioni e ne fa teatrini da vendere in cambio di approvazione. Ai cinquantenni, ai sessantenni, ai settantenni che si sono mangiati un mondo e hanno investito sul presente, il loro. A quelli, tra questi, che pretendono sia dato loro del "lei". Alle curve negli stadi, ai cori tra tifoserie, alle manifestazioni pacifiche part-time, agl'idoli milionari che c'insegnano la vita, ai rapper senza scrupoli che c'insegnano il rispetto, alle rockstar puttane che c'insegnano ad amare. A chi di Dio s'è preso il nome, il regno e la parola e al gregge che, preso atto del furto, s'è inginocchiato e ha chinato il capo invece di rivendicarlo. Alla musica che la puoi ballare solo se ti fai di qualcosa. Questo è solo colpa vostra. Alessandro Cascio http://affaritaliani.libero.it/cronache/studente-suicida170212.html
"Addio mondo di m...". Ventenne annuncia il suicidio su Facebook e poi si impicca
Venerdì, 17 febbraio 2012 - 11:56:00
Rabbia per un futuro incerto e per la paura di restare disoccupato. Così un ventenne fiorentino si è tolto la vita impiccandosi nella sua camera perché non riusciva a trovare un lavoro. "Addio mondo
di m... Fate come me levatevi dal c...", ha scritto mercoledì sera a
mezzanotte sul suo profilo Facebook. Poi il gesto estremo. A trovare il
suo corpo privo di vita, alle sei e mezzo della mattina, sono stati i
genitori, entrati nella stanza per svegliarlo.
Secondo i primi dettagli emersi, si sarebbe impiccato usando una sciarpa che ha appeso a un'anta dell'armadio. Il giovane frequentava un istituto superiore del capoluogo toscano.
Originario dell'Est Europa, era stato adottato alcuni anni fa. Parole
disperate hanno accompagnato la decisione di togliersi la vita. Nei
giorni scorsi, sempre sul social network si era lamentato della
monotonia della vita che "fa schifo", e dell'inutilità di "studiare
tanti anni" senza "essere sicuri di trovare lavoro". Proprio nel giorno
in cui l'Istat ha annunciato una disoccupazione giovanile record in
Italia (siamo al 31% nella fascia di età 15-24, la più alta dopo la
Spagna).
Facebook ha bloccato il mio account ufficiale per 24 ore. Degli amministratori, probabilmente ragazzini che lavorano part time da casa, mi hanno messo "in castigo". Secondo lo staff sono stato segnalato per linguaggio volgare e nudità. Non comprendo ancora il motivo per il quale, gente che non ama il mio modo di comunicare, si ostina a frequentare (spesso da invisibile) questo profilo. La foto sotto, del tutto ironica e per nulla volgare (non più di qualsiasi altro ambiente comunicativo e non meno di qualsiasi letteratura beatnik e beat che si rispetti) assieme al testo "Harlem Black" rappresenta per Facebook e alcuni benpensanti che lo frequentano, un'offesa. Ed è assurdo, sapete, perchè proprio adesso sto guardando la TV e giurerei che al primo pomeriggio, il programma per famiglie "Provaci ancora Gary" abbia appena mostrato il culo nudo dell'attore Jay Mohr a cui, in una scena precedente, un nero che consegna le pizze ha gridato: "Fottiti, amico". Quella che nel mondo adulto (e nella maggior parte dei siti internet) è considerata oscenità, la reale nudità, riguarda "i genitali", roba che amiamo così tanto da nasconderla alla massa, per paura che ce la rubino con gli occhi. Proprio per questo ho scelto una foto priva di quel particolare divino, naturale ansiolitico dal potenziale creativo che da migliai di anni gli artisti rappresentano in immagini pubbliche senza incorrere nelle censure, fatta eccezione per un breve lasso di tempo durante il medioevo delle crociate. Bisognerebbe concentrarsi sui messaggi, sulla comunicazione senza agevolare il sistema dei censori, sistema che per anni la libera informazione ha provato a combattere e che invece, noi cittadini comuni, noi che dovremmo essere "la democrazia", sosteniamo con le nostre segnalazioni. Facebook negli anni ha preso piede più di quanto lo stesso fondatore immaginava, creando una rete di rapporti umani virtuali divenuti essenziali per la nostra routine, che è, in fondo, ciò che mantiene la nostra sanità mentale. Ha sminuito il concetto di amicizia stesso e dato a tutti il potere di dire la propria rendendo facilmente fruibile ciò che una volta era facilmente evitabile: la stupidità, la bassezza intellettuale, la mediocrità. Non ha fatto solo questo, ma ha fatto "anche" questo. Tempo fa sentii un'intervista ad Anna Falchi additata di aver fatto per anni televisione spazzatura. Rispose: "La gente vuole spazzatura e noi le diamo spazzatura". Spesso ci lamentiamo con la TV di essere monotematica, noiosa, stupida, pensiamo che non ci rappresenti. Guardando gli aggiornamenti Facebook che parlano incessantemente di Schettino, che giocano con la figura di Zio Michele, che condividono testi sgrammaticati di bimbominkia comprendo adesso quanto la Tv in realtà ci rappresenti. Per parafrasare me stesso da "Splatter Baby" (e bisogna sempre parafrasare se stessi, sempre, bisogna dire quello che si ha in testa, dirlo a parole proprie), la legge della Tv è: "Diamo ai porci ciò che i porci vogliono e i porci daranno a noi ciò che vogliamo". La mia foto voleva solo comunicare nel modo più consono all'era degli sms e delle immagini, il concetto del Facebook-spazzatura sopra riportato, richiamando ironicamente "le cose davvero importanti nella vita". Ho scritto al Team di Facebook (italiano, anche se risponde in inglese) in merito al linguaggio violento e offensivo di "Harlem Black", testo tratto da un romanzo e la loro risposta è stata celere e decisa. La politica di Facebook non ammette certi linguaggi e "This decision is final. Thanks for your understanding, The Facebook Team". La censura, signori, è una cosa seria e contrariamente a quanto alcuni pensano, più è di dominio pubblico un canale comunicativo minore dev'essere la sua influenza: è per questo che esistono i piccoli club esclusivi e di contrasto, le pubbliche piazze. Se si applica la censura ad una comunicazione di massa, ad una pubblica piazza, si rischia di influenzare la comunicazione stessa e di diventarne padroni, piegando milioni di persone a pensare tutti con lo stesso peso e misura. Questa non è la Cina e "censurare" un testo di qualsiasi essere umano, specie di uno scrittore pubblicato, in una società non virtuale sarebbe considerato un atto gravissimo. Tempo fa, il mio agente, David Baldanzi, mi disse che Facebook è un grosso calderone che crea velocemente miti e li cancella altrettanto velocemente. A questo aggiungerei anche che Facebook dimentica velocemente, più di qualsiasi altro mezzo comunicativo e sopratutto non dà la giusta importanza alla parola, all'immagine e ai concetti che si celano dietro ad esse. E' così che, in modo subliminale, si governa il mondo. Fate attenzione voi benpensanti, quindi, a dare il potere ad amministratori e censori. La prossima volta almeno riflettete. Il mio account viene segnalato e bloccato spesso, ma io ho mille modi per parlare col mondo e aggirare le censure, voi invece, dovete tenervi stretta questa poca libertà che avete: segnalare me è come segnalare voi stessi. Mi viene infine riportata una frase presente anche nella Dichiarazione delle responsabilità di Facebook: "Prima di pubblicare contenuti di questo tipo, pensa alle conseguenze che potrebbero avere su di te e su coloro che visualizzano". Io non so che conseguenze possa avere questo testo o il di dietrodi una donna, ma questo ammonimento suona estremo anche per chi non ha paura degli estremismi.
Ecco parte del testo incriminato tratto da "Tutta la maledetta veritù su Escobar".
HARLEM BLACK
Harlem. Ho avuto i miei venti minuti di pace: ma cos'è la pace se non una breve pausa tra una guerra e un'altra. Ho appena mangiato hamburger e patatine e qualcosa, ingerendo, deve aver perso la strada infilandosi in un polmone. Si dice che Eleonore scopi da Dio ed è per questo che busso alla porta di fronte con tanta energia. "Cerco Eleonore Gardenia, è una puttana di colore che presta servizio qui intorno". Il prete si mette una mano alla fronte e risponde che: "Questa è la casa di Dio, figliolo". Mi hanno detto la stessa cosa il rabbino e l'ayatollah prima di lui: o Dio è un ricco impresario immobiliare o qualcuno sta cercando di fottermi. Gli chiedo se sa qualcosa riguardo a una certa Lucilla, è questo il suo nome d'arte da troia di Cow Street. "Chi vuole saperlo?" "FBI" dico e tiro fuori la carta sconto del fast food. "Quello non è un distintivo!" mi urla l'uomo o quel che ne è rimasto dopo i voti, con la voce strozzata dalla timidezza . Metto il broncio come un vero duro e ripongo il bigliettino come fosse una mostrina reale: "Sì che lo è e adesso lei sa tutta la verità sull'agenzia governativa Mc Donalds. Le rimangono due possibilità: dirmi quello che sa su Lucy o seguirmi nelle cucine del quartier generale qui di fronte". Indica col dito un vecchio locale, quelli dove di solito andrei a cercare le puttane se solo non fossi così impegnato con il mio ruolo da detective. E un detective prima di trovare cerca, se trova senza cercare si potrebbe dire che ha culo e basta. "Il suo nome?" mi chiede il vecchio timoroso di Dio ma abile conoscitore di prostitute. "Caesar Mc Flurry", dico: "Ma tutti mi chiamano Big Mac. Chieda di me se ha bisogno e non si dimentichi di farsi dare il ketchup in omaggio. Tentano sempre di fotterti, sa com'è fatto il governo." Ancora Harlem, dieci minuti dopo. Il locale si chiama Bar. Nome insolito per un Bar da queste parti. Lucilla mi aspetta o aspetta chiunque le voglia parlare. Mi spingo a stento fino al suo tavolo, mi siedo e perfino lo stare seduto mi stanca. Penso che è strano, ma poi rifletto sul fatto che se mi mancassero le gambe per intero sarebbe in fondo come stare in piedi s'una sedia e allora penso di essere relativamente normale e respiro con lentezza. "Allora, Eleonore, come stai?" le chiedo. Mi offre una sigaretta, ne tiro fuori una giusto un centimetro per ricordare cosa si prova e poi faccio segno di no. Si accende la Malboro che ho messo fuori posto e prima della boccata sbocca: "Lavoro dodici ore al giorno, il mio capo mi sfrutta, i clienti m'insultano, mio marito mi picchia e mi violenta ogni santo giorno. La sera quando vado a dormire penso sempre a come farla finita." "Beata te che riesci a dormire", rispondo e scaccio il fumo col palmo a Gesù Cristo: "Io sono tre giorni che non chiudo occhio!"
Alessandro Cascio Da: Tutta la maledetta verità su Escobar.
Harlem, è quasi notte e sono rimasto solo. Giro per le strade ubriaco in cerca di un motivo per rimanere clandestino nella terra che più delle altre è stata capace di mostrare al mondo che i sogni si possono anche mangiare, se hai fame. Sono appena entrato in un locale sotterraneo dove la gente bianca si mischia con quella nera come se la musica fosse di tutti, come se la notte fosse di tutti, ma gli occhi del gestore e i suoi sorrisi con gli amici al bancone lasciano intendere che "no, qui la musica e la notte sono roba per neri". Ma anche i bianchi, in fondo, se pagano ... Non voglio tornare in Italia, sto sprecando la mia vita tra TG, partite di calcio, governi, satira politica, gossip, giallisti e piccoli romanzieri prodigio che scrivono di una vita che non hanno ancora vissuto con la faccia scavata come quella di un contadino ungherese. Dico al mio nuovo amico nero con gli occhi fuori dalle orbite per le troppe birre che l'America l'abbiamo inventata noi italiani, che dovrebbero trattarmi come un cugino e invece mi stanno alle calcagne come fossi un clandestino e non ho ancora il visto scaduto. "Me li sento addosso, friend, se solo Colombo avesse immaginato tutto questo sarebbe andato in India a cavallo". Ma quello non ha la minima idea di cosa gli stia dicendo, agita la testa e ride al suono dell'armonica. Mi alzo, ballo e mi lascio trasportare, poche canzoni ed è tutto finito. Mi avvicino al palco, stringo la mano al cantante e gli dico che gente come lui dovrebbe essere famosa e suonare al Madison Square Garden, non in quelle caratteristiche bettole, che al Madison c'ho visto un concerto dei Phish giorni prima e loro suonano meglio dei Phish. La donna più bella che mi abbia mai preso per il culo, mi guarda e ride come se volesse portarmi a letto ... rimboccarmi le coperte, darmi un tonico per farmi passare la sbornia e andarsene a casa sua a farsi scopare con il suo amante bello, laureato e multimilionario. Non ho mai visto una puntata dei Soprano, perchè nella mafia ci marcisco da quando ero un mignolo d'uomo, in quella meno affascinante e fotogenica della terra. Sento la colonna sonora alla Tv. Sono a Firenze, sbatto i piedi sull'uscio perchè un cavallo da cocchio ha deciso di cagare s'una zebra che ho attraversato in Via Carlo Magno per tornarmene in Hotel, sull'altro lato del marciapiede. Sfuma il video e sotto leggo "Alabama 3". E' passato un anno e io ho scoperto solo adesso di avere stretto la mano a Rob Spragg dicendogli che gente come lui non dovrebbe suonare negli stessi locali in cui suonava Charlie Parker. Zoe Devlin mi ha regalato la sua compassione prima che il governo americano mi rispedisse nel limbo dei sognatori solo perchè casualmente mia madre si trovava qui quando ha partorito e anche sua madre e la madre di sua madre e la nonna di mia nonna. Il caso sa essere recidivo a volte. Un giorno, lo so, tornerò da Zoe e le mostrerò che so essere migliore di me stesso quando non soffro di nostalgia, ma adesso devo trovare il modo di diventare ricco e famoso e ottenere un visto: potrei iniziare smettendo di scrivere gratis per voi stronzi sul web, per esempio. A.Cascio - Io e gli Alabama 3
Gli Alabama 3 sono un gruppo musicale britannico le cui produzioni spaziano tra vari generi, dall'alternative pop rock alla musica elettronica.
Il gruppo si è formato nel 1996 e ha debuttato discograficamente l'anno successivo con l'album Exile on Coldharbour Lane, uscito per l'etichetta discografica One Little Indian. I successivi album sono stati pubblicati da altre diverse etichette come Geffen, MCA, Columbia e SME.
Tra le loro canzoni più note, Woke Up This Morning (1997), colonna sonora della serie televisiva I Soprano (The Sopranos) (1999-2007), Hello... I'm Johnny Cash, How Can I Protect You e Gospel Train (2005).
Alessandro Cascio è uno scrittore siciliano. Ha scritto Touch and splat con la prefazione del maestro del cinema Ernesto Gastaldi, Noi sotto il sole di Santiago, prefazione di Vincenzo Mollica. Il suo ultimo romanzo, Splatter Baby, è uscito nel Dicembre del 2011.
Le banche si dicono "indispensabili" per l'equilibrio del paese. I parlamentari si dicono "indispensabili" per la stabilità e l'ordine politico, le multinazionali si dicono "indispensabili" per l'economia mondiale. Ma chi non lo è? I contadini, pescatori, produttori, autotrasportatori e artigiani siciliani si sono fermati da giorni e per giorni resteranno fermi bloccando la vita di un'intera regione con un totale embargo (niente entra e niente esce) per dimostrare chi è davvero indispensabile e chi no. Se aumenti di 5 centesimi a litro la benzina hai tassato un autotrasportatore e il filone economico a lui legato di circa 100 euro l'anno. Se, come nel 2011, questo aumento avviene per tre volte in 12 mesi, hai tolto dalle casse di un pover'uomo che guadagna già una cifra ridicola, centinaia di euro che sono molti soldi per chi deve pianificare il futuro per sè e i propri figli. Nonostante tutto, da anni, le proteste della piccola gente "non indispensabile" non vengono ascoltate. Qui in Sicilia è il caos, anche se poco ne parlano. Il movimento dei Forconi, nato nelle campagne per protestare contro il carovita (legato a quello delle campagne sarde) sta ridimensionando il significato della parola "indispensabile". Non bisogna guardare chi fa rivoluzione, bisogna guardare per cosa si fa rivoluzione, cosa si chiede. Migliaia di persone, scioperando, si prepongono dei fini: anarchia e caos, presenza scenica, rivoluzione, comunicazione estrema di un malcontento. "Io ci sono, io ho voce" gridano: "Io sono indispensabile più di te". Non è importante da chi viene la voce, è importante che quella voce faccia eco. Questa ha risuonato pesantemente e la motivazione va cercata lì, nell'eco. The show must OFF, perchè non è giusto che nel 2012 si debba essere una delle prima nazioni d'Europa nella lista delle emigrazioni, che si debba lavorare 10 ore al giorno e in nero (e lo stato pretende pure che si paghino le tasse) per riuscire a mangiare (Datore di lavoro: o in nero e ti pago 100 euro in più o in regola a 100 euro in meno, che scegli?), se è giusto che la nostra classe politica sia la più pagata d'Europa e il salario minimo di un operaio sia invece il quarto più basso. Se voi credete che sia giusto allora va bene, allora manganelli e caschi e tutti a casa, altrimenti un appaluso, che sia un fascista del cazzo a fare eco o il primo tra le anime pie.
Alessandro Cascio
"Nonostante i potenti, estremisti, politici e magnati, non ci sarebbero guerre se non ci fossero soldati". A.Cascio - Da: Domino Games Area
Un paese arriva alla guerra e allo scontro perchè c'è chi appoggia i potenti: Polizia, Forze Armate e in questo caso, la Digos. A tutti quelli che come i 99 Posse (ma poi chi parla è proprio U Zulù
che dell'inno alla violenza ne ha fatto un cavallo di battaglia
"Pagherete Caro","S'a d'appiccia","La mia testa è un focolaio di
sovversivi") sappiate che sta gente, sti contadini, sti lavoratori senza
scuola o con quel che basta per poter dire "qui la politica non c'entra
un cazzo, noi non vogliamo bandiere, nè partiti" non hanno neanche idea
di cosa sia "Forza Nuova". Parlarteci o se non potete, ascoltateli nei
TG siciliani in streaming sul web. Forza Nuova ha la forza di mobilitare un popolo e creare un così vasto sciopero,
ma sopratutto non hanno nessuna presa sulla Sicilia. Forza Nuova può appoggiare, può sostenere una causa, come
tutti e sì ma questa gente se ne sbatte, vuole solo una cosa e
strumentalizzare senza avere alcuna prova, creando allacci e
supposizioni è ridicolo. Non c'è nessun iscritto a Forza Nuova nelle
piazze e questo non può fare altro che sostenerlo anche la Digos. Nel sito ufficiale di Forza Nuova, sono
gli stessi a sostenerlo e solo dopo aver letto le dichiarazioni di Digos
e del mondo giornalistico che appartiene allo Stato. "Il movimento
politico Forza Nuova non intende, in nessun modo, MANOVRARE e/o
STRUMENTALIZZARE l’attuale protesta! Il nostro impegno, da sempre, è
stato solo quello di solidarizzare con il Mov. dei Forconi, in quanto la
protesta è sintomo di una voglia di cambiamento, sincero e radicale,
che deve coinvolgere il popolo e deve necessariamente avere un carattere
APARTITICO. Chi in questi giorni ha costruito montature giornalistiche
deve mettersi il cuore in pace, perchè è semplicemente fuori strada!"
MA COSA VOGLIONO STI FORCONI DI CUI SI SENTE TANTO PARLARE E CHE NON SANNO ESPRIMERSI SE NON A GESTI? Ho sentito parlare di opprimere con la violenza il movimento dei forconi (della serie, facciamo del male prima che qualcuno si faccia male), eppure nessuno ha pensato di dar loro ciò che chiedono o, per lo meno, trattare, dialogare, accontentare una parte delle richieste. Ho sentito parlare del movimento fascista all'interno del movimento, eppure queste non mi sembrano richiesta da fascisti, più che altro da gente che ha fame, che vuole star meglio. O forse i fascisti hanno cominciato a preoccuparsi delle campagne, della correttezza politica, dell'urbanizzazione e del Made in Italy? Non sarà mai che sto fascismo in fondo, in fondo ... Cosa chiedono: -Uno. Defiscalizzazione dei carburanti e dell’energia elettrica. (Su ogni euro di carburante, il 60% di tassa va allo stato e solo il 7% al benzinaio. Alcune categorie dovrebbero essere agevolate, credo, secondo il consumo medio.) -Due. Blocco delle procedure esecutive della Serit-Equitalia (che trovo sbagliata, in quanto se hai evaso le tasse, le devi pagare. Saranno poi gli organi competenti a verificare che tutto sia a norma). -Tre. Piano di Sviluppo Rurale siciliano (e in questo penso che non ci sia nulla da obbiettare). -Quattro. Intervento della Giustizia affinché si penalizzi e si lotti il taroccaggio dei prodotti (è cosa buona e giusta, dovremmo partecipare tutti). -Cinque. Maggiori controlli e di tracciabilità dei prodotti (non chiedono poi la Luna). -Sei. Utilizzo in maniera più razionale e intelligente dei fondi europei (è fin troppo facile essere d'accordo con loro).
A chi è di Firenze o passa da lì. Una lettera del mio editore firmata dalla Biblioteca di Firenze mi ha appena informato che da oggi il mio nuovo romanzo "Splatter Baby" è disponibile anche gratuitamente presso la Biblioteca Nazionale di Firenze. http://www.bncf.firenze.sbn.it/ Scegliere uno scrittore è scegliere qualcuno che parli al mondo nel modo in cui voi vorreste che si parlasse al mondo. E’ scegliere di sostenere delle parole e delle idee piuttosto che altre, una cultura, un’arte o un mero intrattenimento che voi considerate sincero, obbiettivo, adatto al miglioramento della condizione umana. Scegliere uno scrittore non è scegliere un capo, ma è scegliere il portavoce di pensieri che non sapete ancora di avere, di parole che non avete ancora mai ripetuto ma che avreste voluto tanto ripetere.
Più si supporta il lavoro dello scrittore scelto, maggiore è la possibilità di vedere cambiare il mondo così come lo vorreste. Preferire uno scrittore a un altro posto in uno scaffale librario, non è un’azione come tante tra le tante azioni di scelta, ma è un modo piacevole di contribuire a creare un’era e a cancellarne un’altra.
Nel banner sopra, una carrellata pubblicitaria dei prodotti più scadenti in vendita quest'anno
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Hanno sbagliato sito in
BLOG - ISTRUZIONI PER L'USO: TOUCH AND SPLAT - NUOVO ROMANZO 5 EURO
Attenzione, i commenti a questo Blog sono disabilitati. E' possibile solo mandare messaggi personali e per i loggati, scrivere messaggi sul profilo. Per chi volesse partecipare direttamente alle discussioni sui miei testi, questo Blog è direttamente collegato a Facebook da un Link con aggiornamento automatico. "C’è un giorno, nella vita di ogni uomo, in cui un pensiero si arresta sull’esistenza come un’istantanea. Tutto ciò che prima appariva confuso comincia improvvisamente a mostrarsi più chiaro, potete scorgere la realtà così com’è, senza quella distorsione causata dai vostri sogni. C’è un giorno, nella vita di ogni uomo, in cui tutto appare differente da come lo avete sempre visto: e mai più tornerete a essere quelli che eravate un tempo."
Touch and Splat - Alessandro Cascio 5,50 E E' uscito il mio nuovo romanzo su www.internetbookshop.it e altre librerie virtuali e ordinabile e distribuito in più di 1500 librerie in tutta Italia e all'estero dalla Svizzera alla Sicilia.
Potete visitare quella della vostra città nel sito del distributore, sezione "Librerie - Città/regione province"
www.ediq.it Di seguito, la Prefazione del grande Ernesto Gastaldi Il bello di un libro è se ti prende fin dalla prima pagina.
Questo lo fa. Se lo cominci lo finisci d'un fiato
e l'Autore ottiene davvero il risultato che ti
annunzia: ti lascia incazzato nero.
Perchè? Beh, devi leggerlo per saperlo, ma se uno
fa una prefazione qualcosa deve dire: allora vi
dirò che c'è un ambientazione americana
credibile, si vede che l'Autore è mezzo
americano, c'è una presa pel culo dei western
all'italiana abbastanza ingiustificata ma a farlo
è un vecchio rincoglionito e allora pazienza, ci
sono dei personaggi ben torniti, vi ci
affezionate pure un po' anche se, come dice
l'Autore, per testare l'importanza di una cosa
dovete provare a farne a meno.
No, il libro dovete prima leggerlo e poi provare
a farne a meno, se no non funziona.
Dicevo, ci sono dei bei personaggi e anche una
qualche filosofia nelle loro teste, tutte un po'
confuse come va di moda adesso che a raccontare
una storia dall'inizio alla fine, senza
flashback, sogni, inversioni temporali è da buzzurri.
Questo libro non fa eccezione, ma, se è
dell'Autore il fin la meraviglia, ci riesce bene.
C'è un montaggio molto moderno, un plot ben
intrecciato, e tutto rotola verso un finale
frenetico che vi lascerà incazzati neri.
Leggete e saprete: l'Autore chiude così: "Adesso
respirate lentamente: quella rabbia non vi
porterà nulla di buono, se non ve ne libererete in fretta."
Mettetevi quindi calmi e buona lettura!
Biografia di Ernesto Gastaldi Autore e Sceneggiatore tra i più prolifici del panorama italiano, ha scritto un centinaio di copioni per film di ogni genere, quasi sempre di grosso successo, e diretti da alcuni tra i nostri migliori registi. Tra i suoi lavori come sceneggiatore, capolavori di fama mondiale come “C’era una volta in America” e “Il mio nome è Nessuno” di Sergio Leone, “Pizza Connection”, “La Pupa del gangster”, “Stradivari” e “I giorni dell’Ira”. E’ uno tra i più importanti sceneggiatori dei generi giallo, spaghetti-western e noir. Ha anche diretto sei film come regista. Nei suoi lavori hanno recitato attori come Robert De Niro, James Wood, Joe Pesci, Anthony Quinn, Henry Fonda, Sophia Loren, Marcello Mastroianni, Jennifer Connelly, Giuliano Gemma, Michele Placido, Lee Van Cleef.
AUTORE: Alessandro Cascio nasce a Palermo nel 1977.
Ha studiato sceneggiatura cinematografica con il premio oscar Mario Monicelli, Francesca Marciano (Io non ho paura), Daniele Costantini (Mamma Ebe), Gino Capone, Age e altri nomi noti del cinema italiano. La formazione fumettistica alla Scuola Internazionale Comics di Roma lo porta a lavorare come Sketcher e sceneggiatore di mediometraggi e corti per registi e produttori romani. Nel 2003 pubblica il primo romanzo dal titolo “Tre Candele” finalista al Premio Internazionale di Letteratura Jacquès Prèvert. Di seguito il generazionale “Tutti tranne me” lo porta agli occhi del grande pubblico. Nel 2007 fonda assieme ad altri autori l’Underground Book Village, “band” di scrittori che pubblicano “Le sette vite di Dalila e Achille”, raccolta di romanzi brevi cui proventi sono devoluti in beneficenza per UBV progetto Africa. Cresce vivendo in diverse città d’Italia e nazioni come l’ Inghilterra, la Spagna, il Portogallo, la Francia, gli Stati Uniti e l’Africa, posti in cui sono ambientate le sue innumerevoli storie. Scrive per diverse riviste letterarie Italiane e straniere come UT (Presentato al salone internazionale del libro di Torino), Fonopoli di Renato Zero, Scuola di scrittura Sagarana di Julio Monteiro Martins, Literary dell’Ungherese Melinda T. Tarr e poi ancora All Write, Nugae, Inchiostro, Fernandel, Ellin Selae, Salotto Letterario, Catrame, Progetto Babele, IFM, Silarus, Gc Writer, l’Ortica, RNO, Underground Press e altre ancora. Ha pubblicato racconti con KVP, La Steppa e alcune sue opere sono uscite con la raccolta + CD di Magma Music presentata al Teatro Madre di Napoli con Bennato, Tony Esposito e Barbara D’Urso. Il suo Blog http://shovinskij3.giovani.it è stato presentato su For Men di Gennaio e nella trasmissione Rai, Glob di E. Bertolino.
Il suo ultimo libro per Short Cuts s’intitola “Touch and Splat” illustrato da Mezzocielo (Rai, Mediaset, La7), E. Bertelli, M. Penco e V. Scipioni. Esce nel 2011 con Noi sotto il sole di santiago, prefazione di Vincenzo Mollica. La prefazione è di Ernesto Gastaldi, sceneggiatore di C’era una volta in America, Pizza Connection e Il mio nome è Nessuno.
Vive attualmente a New York e suona con gli Art Village.
I suo libri si trovano su IBS, 365bookmark e altri distributori nazionali.
Potete ovviamente ordinare dovunque, queste sono solo le
librerie a cui la casa editrice ha detto "Hey, pure se guadagnate due
soldi ordinando Cascio, non dite a chi lo richiede che non esiste"
Napoli
Libreria Guida 2, via Merliani 118 - 120 80129 Napoli Tel. 0815560170
Roma (si va forte a Roma)
- Melbookstore (solo su ordinazione) - Altroquando Srl, Via del Governo Vecchio 80 - 00186 Roma, Tel. 06/6879825 - Libreria Odradek Ubik scarl, Via dei Banchi vecchi n.57 00186 Roma Tel. 06/6833451 - Eternauta, Via Gentile da Mogliano n.184 00176 Roma Tel. 06/27800534 - Libreria Flexi, Via Clementina n.9 00184 Roma Tel. 06/48913254
Torino - Libreria Comunardi, Via Bogino, 2/b - 10123 Torino, Tel. 011/19785465 - Libreria Fogola Dante Alighieri, Piazza Carlo Felice n.15 10123 TORINO Tel. 011/535897 - Libropoli Torino s.a.s., Via San Ottavio n.25 10124 TORINO Tel. 011/835586
Toscana(vado forte in Toscana, forse perchè ai Toscani piacciono le bestemmie) - Libreria Martelli Via Martelli n.22/R 50129 FIRENZE Tel. 055/2657635 - Libreria Gaia Scienza Via di Franco n.12 57123 LIVORNO Tel. 0586/829325 - Libreria Chiti Via Roma n.83 58022 Follonica (GR) Tel. 0566/263292 - L'indice s.a.s. di Manetti F.e C., Via Bicocchi n.64 58022 Follonica (GR) Tel. 0566/45488 - Libreria Mondadori, Via Cristoforo Colombo, 4 58022 Follonica (GR) Tel. 0566/44449 - Libermaremma s.a.s. di Turolla Carlo Via Ricasoli n.17 58100 Grosseto Tel. 0564/411868 - Thrauma di Dal Pino, Via Cesare Battisti, 287 55049 Viareggio (LU)
Milano e limitrofi - Bloodbuster, Via Panfilo Castaldi,21 - 20124 Milano, Tel. 02/29404304 - Libreria dello spettacolo di Milano, Via Terraggio, 11 - 20123 Milano, Tel. 02/86451730 - Libreria La Torre di Galbusera Ivana Via Collegio Manzoni n.50 23807 Merate (LC) Tel. 039/9902701 - Libri e libri, Via Italia n.22 20900 Monza (MI), Tel. 0392/300657
Verona - Libreria Rinascita, Corso Porta Borsari, 32 - 37121 Verona, Tel. 045/594611
Trieste e Udine
- Libreria Luigi Einaudi di Paolo Deganutti, Via Coroneo, 1 - 34133 Trieste - Tel. 040/366075 - Libreria Minerva, Via San Nicolò, 20 - 34121 Trieste - Tel. 040/369340 - Libreria R. Tarantola di Giovanni Tavoschi, Via Vittorio Veneto, 20 - 33100 Udine, Tel. 0432/502459
Bologna - Libreria di Cinema Teatro Musica di Ivan Cipressi, Via Mentana n. 1/C - 40126 Bologna, Tel. 051/237277 - Modo Infoshop, Via Mascarella n.24/B - 40126 Bologna, Tel. 051/5871012
Lucca - Thrauma di Dal Pino, Via Cesare Battisti, 287 - 55049 Viareggio (LU), Tel. 0584/941499
Palermo e Partinico - Antica Cartolibreria di Cossentino Teresa (Ex Libreria Guarisco), Corso dei mille, 249 90047 Partinico (Pa)tel 0918905711 - LIBRERIA DIOGENE, Via La Lumia Isidoro, 26/a I-90139 Palermo (Pa)
TESTIMONIAL UFFICIALE DI "TRE CANDELE" CHIARA, AMORISSIMO89, SALERNO (DETTA GNOCCHISSIMA89)
E' un libro che ...
Questa foto me la manda dalla Giamaica, Andrea, un mio lettore, non inteso come fan, ma come tizio che mi ha letto, come distaccato estimatore. Lo so che tutta quella Ganja vi lascia un brivido lungo la schiena, lo so. "Bella Shovi! Quest'anno ho avuto il piacere di fare uno splendido viaggio in solitaria destinazione Giamaica (tra l'altro esperienza più bella della mia vita) accompagnato dal tuo Touch & Splat (Bomba!).
Comunque spulciando tra le foto ho trovato questa! E' stata un'ottima compagn(i)a di avventure e letture,One love man!
Altro che recensioni giornalistiche, queste sono le cose che fanno bene alla letteratura. Se anche voi volete mandare una foto, sapete come fare.
E' un libro che ... ... è in via d'estinzione.
E' un libro che arriva al cuore passando per i vestiti Perchè fare lo scrittore.
Per avere l'onore di ritrovarsi nella libreria di Lorenzo, fotografo, Torino, proprio sotto la bottiglia di JC Especial. Perchè fare lo scrittore? Per l'nore di ritrovare un tuo racconto appeso nella stanza di Ame, Brescia, proprio accano alla locandina di Fight Club
Accorete numerosi e... Volevo dire che se mandate un foto col libro su per il culo con scritto su "E' un libro che ti entra dentro" ovviamente non posso pubblicarlo, non me lo permettono. Mi spiace Silvio di Milano, sarà per un'altra volta. Qui, invece, la nostra Ilaria, amica di Gianfrà di Roma si cimenta nel suo E' un libro da censura Le foto di Gianfrà non posso pubblicarle perchè praticamente semi-porno. Oh belli, non dovete per forza spogliarvi, basta anche una foto creativa...qui ci censurano.